L’argomento della mia Tesi di Laurea triennale era sullo studio del Campylobacter spp., si tratta di un microrganismo patogeno veicolato a partire da fonti alimentari contaminate di origine animale.
Si potrebbe pensare alla contrazione dell’infezione a livello umano e discutere del fatto che una delle fonti principali di contagio è legata al consumo di carne cruda o poco cotta in riferimento al pollame.

Esistono però anche altre vie che prevedono la contaminazione ma per aspetti legati a pratiche scorrette o poco igieniche durante la fase di preparazione degli alimenti. Si pensi al consumo di verdura contaminata e al contatto con gli arnesi da cucina che rapidamente possono innescare un processo infettivo. Per cui, una cosa che raccomando è di lavare, previo consumo, le verdure, così da ottenere maggiore sicurezza.
Dal punto di visto morfologico in relazione ad aspetti che tengono conto del livello microscopico del batterio Campylobacter spp., si tratta di un Gram – e presenta una struttura a bastoncello spiraliforme. Le due principali specie attive dal punto di vista infettivo sono C. jejuni, responsabile della maggioranza delle infezioni mentre C. coli è la specie che ne causa in proporzione una quantità ridotta.

In caso di contaminazione si possono sviluppare generalmente sintomi gastroenterici che possono durare alcuni giorni: si includono nausea, vomito e diarrea. Non sempre però la remissibilità dell’infezione prevede una rapida guarigione; al contrario possono evolversi effetti avversi e duraturi.
Si potrebbe pensare allo sviluppo di una sindrome emolitica uremica che comporta una distruzione dei globuli rossi e insufficienza renale. Dal punto di vista neurologico si considera la sindrome di Guillain-Barré che è una risposta autoimmune con conseguente paralisi respiratoria. Altre complicanze possono riguardare la comparsa di artrite, direttamente legata all’infezione.
In casi sporadici si possono riscontrare danni sistemici (es. meningiti, endocarditi e sepsi), e problematiche severe a livello gastrointestinale come la sindrome IBS dell’irritabilità intestinale e il megacolon tossico.
In laboratorio, dove ho svolto circa 2 anni fa, l’attività di tirocinio, si andavano ad identificare attraverso una metodica procedurale di laboratorio che prevedeva l’utilizzo di piastre apposite, tramite la spettrometria di massa MALDI-TOF MS le varie specie del batterio Campylobacter spp.
Questa analisi era susseguente alla fase preparatoria in cui si raccolgono campioni con i presunti contaminanti, si procede con semina su terreni (solitamente a base Agar) e si pongono i preparati all’interno dei termostati alle temperature e ai tempi indicati a seconda delle caratteristiche del batterio considerato.

Immagine: Crescita di Campylobacter spp. su terreno di coltura m-CCD agar dopo incubazione a 42 °C di 48 ore.
Successivamente si prelevano, con lo stecchino a livello dei terreni dove è avvenuta la crescita, le colonie che vengono poi “spottate” su piastre MALDI. Uno strumento all’avanguardia basato sul modello della spettrometria di massa, il MALDI TOF-MS, ci permetterà di distinguere le tipologie a seconda delle varie specie di Campylobacter spp. che sono cresciute.
Posso concludere dicendo che questo è stato un lavoro prevalentemente sperimentale che ha rappresentato una fase importante per la mia carriera da studente.