L’argomento della mia Tesi di Laurea triennale era sullo studio sul Campylobacter spp., si tratta di un microrganismo patogeno veicolato a partire da fonti alimentari contaminate di origine animale.
Si potrebbe pensare alla contrazione dell’infezione a livello umano e discutere del fatto che una delle fonti principali di contagio è legato al consumo di carne cruda o poco cotta in riferimento al pollame.

Esistono però anche altre vie che prevedono la contaminazione ma per aspetti legati a pratiche scorrette o poco igieniche durante la fase di preparazione degli alimenti. Si pensi al consumo di verdura contaminata e al contatto con gli arnesi da cucina che rapidamente possono innescare un processo infettivo. Per cui, una cosa che raccomando è di lavare previo consumo le verdure, così da ottenere maggiore sicurezza.
Dal punto di visto morfologico in relazione ad aspetti che tengono conto del livello microscopico del batterio Campylobacter spp., è tipicamente un Gram – e presenta una struttura a bastoncello e spiraliforme.

In caso di contaminazione si possono sviluppare sintomi gastrointestinali che includono nausea, vomito e diarrea. Nei casi complicati si può andare incontro a una sindrome emolitica uremica. La mortalità legata a questo tipo di contaminazione ha una percentuale molto bassa.
In laboratorio, dove ho svolto circa 2 anni fa, l’attività di tirocinio, si andavano ad identificare attraverso una metodica specifica di laboratorio che prevedeva l’utilizzo di piastre specifiche, tramite la spettrometria di massa MALDI-TOF MS le varie specie del batterio Campylobacter spp.
Posso concludere dicendo che questo è stato un lavoro prevalentemente sperimentale che ha rappresentato una fase importante per la mia carriera da studente.
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